
Lettura ad Alta Voce Condivisa: l’arma segreta che la scuola pubblica non usa.
La lettura come strumento pedagogico per migliorare apprendimento, competenze cognitive e sociali.
Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, la Lettura ad Alta Voce è una pratica a cura degli insegnanti, non degli alunni. Sono i professori che scelgono di dedicare qualche minuto di lezione a leggere un libro ai propri studenti.
Ma attenzione a considerarla una semplice pratica marginale o ricreativa: si tratta di un vero e proprio strumento pedagogico, capace di potenziare competenze cognitive, emotive e sociali in ogni fascia d’età.
Un’attività scientificamente fondata
Numerose ricerche in ambito pedagogico e neuroscientifico dimostrano che ascoltare la lettura ad alta voce favorisce effetti misurabili e duraturi sullo sviluppo di competenze trasversali e cognitive degli studenti. Per un approfondimento è possibile leggere questo articolo della casa editrice Giunti scuola.
Per la fascia tra la scuola secondaria di primo e secondo grado, le ricerche documentano risultati significativi in diversi ambiti:
Potenziamento del vocabolario e della capacità di espressione.
Miglioramento dell’attenzione e della memoria a lungo termine.
Crescita nella comprensione del testo e nelle capacità di problem solving.
Sviluppo delle competenze emotive, empatia e abilità interpersonali.
In altre parole, leggere ad alta voce non serve solo a “far amare i libri”, ma contribuisce concretamente a costruire cervelli più plastici, menti più attente e relazioni più solide.
La lettura come esperienza di gruppo
L’essere in gruppo è parte fondamentale dell’esperienza. Per questo ogni sessione prevede momenti di riflessione, dialogo e confronto condiviso fra studenti. Si tratta di opportunità nelle quali i ragazzi imparano a confrontarsi e si esprimo liberamente. Insomma, un vero e proprio laboratorio di costruzione di identità.
Questa pratica risulta significativa in questo periodo storico, in cui l’attenzione dei nostri ragazzi spesso è rivolta a contenuti video veloci e superficiali. Una modalità di passare il tempo che non lascia loro spazio a riflessione e crescita personale.
In questo senso la Lettura ad Alta Voce è un vero e proprio asset strategico pedagogico.
Leggere senza voti
Niente schede libro, nessun riassunto da fare a casa, nessuna prova di verifica! La didattica della lettura ad alta voce è un’attività slegata dalla valutazione e centrata sugli studenti.
I bisogni da porre al centro sono quelli di chi ascolta. Dunque, gli studenti hanno il diritto di interrompere una lettura, di dare una libera interpretazione della storia, di rispecchiarsi, di immedesimarsi come vogliono. Sono liberi di stabilire legami e associazioni con la propria esperienza.
Una pratica di democrazia in classe
La LaAV è una pratica di democrazia educativa e di inclusione. Infatti, consente la fruizione di testi ai quali gli studenti non avrebbero facilmente accesso in maniera autonoma, per motivi legati alle stesse abilità meccaniche di lettura, alla disponibilità di libri adeguati alle esigenze di chi legge e alla capacità (e possibilità) di individuare molti testi originali e diversi tra loro. Per questo motivo integriamo questa attività nelle nostre classi la mattina.
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