Scuola amica è il percorso scolastico per chi soffre l'ambiente della scuola pubblica. Ogni anno aiutiamo decine di studenti pistoiesi a non abbandonare gli studi.

Nell’anno scolastico 2020/21 si sono rivolte a noi 38 famiglie preoccupate dall’intenzione dei propri figli di smettere di studiare. Ebbene, il 100% di questi ragazzi ha continuato il proprio cammino scolastico anche grazie alla nostra formazione. Scuola amica è un’ancora di salvezza nella tempesta della vita scolastica, prima che sia troppo tardi ed il percorso di studi naufraghi definitivamente.

Ansia, sofferenza e incomprensione sono all’origine dell’abbandono scolastico.

In recenti ricerche della fondazione Openpolis e INVALSI 1, emerge chiaramente che le relazioni negative fra professori e studenti e la mancanza di supporto, siano fra i principali fattori che favoriscono l’abbandono scolastico.

In base ai racconti dei nostri studenti e dei loro genitori, non possiamo che confermare queste osservazioni. Per esempio Rebecca, una nostra studentessa, ci ha lasciato una testimonianza significativa: “non essere capita in seguito ai miei problemi personali è stata una ferita. Una ferita che mi ha fatto vivere la scuola dove ero iscritta prima, come un luogo estraneo. Un posto dove non volevo più tornare perché mi faceva stare ancora peggio”.

Non tutti i professori sono disponibili a comprendere le difficoltà dei propri studenti. Anzi, a qualcuno non interessa affatto instaurare un rapporto di stima e di collaborazione. Ad appesantire questa situazione c’è la struttura del sistema scolastico italiano. Un dedalo di pratiche burocratiche in cui il singolo studente perde importanza di fronte al tour de force dei voti. Il programma diventa prioritario di fronte alle esigenze dei ragazzi.

Naturalmente, coloro che vivono un periodo di difficoltà, non potranno sentirsi compresi o aiutati a queste condizioni. Il rischio concreto è l’allontanamento dalle lezioni e dai compagni di classe, l’isolamento. Ed il risultato finale purtroppo è l’abbandono: perché i ragazzi cercano di fuggire dalle situazioni che li fanno soffrire.

La scuola amica della formazione

Come abbiamo spiegato in questo articolo ANSA una scuola che funzioni veramente deve avere professori che amano stare con i ragazzi.

Il benessere degli studenti ha la priorità rispetto alla burocrazia. Infatti, come sottolineano tutti i grandi pedagogisti, chi insegna deve dedicarsi ad ascoltare gli studenti. In altre parole, non c’è reale formazione senza serenità in classe.

Le verifiche non devono essere un momento di sofferenza, ma alleate della formazione. Parliamo di verifiche formative, in cui i voti non sono strumenti di punizione. Sono utili per capire a che punto siamo e se dobbiamo ripercorrere qualcosa che non abbiamo capito.

Infine, lezioni attive e più stimolanti. Docenti che lavorano con i ragazzi anche su progetti concreti. Gli insegnamenti sono più comprensibili se legati alla pratica. Ovviamente garantiamo con attenzione l’uso di strumenti compensativi e dispensativi per gli studenti con DSA.

 

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    A scuola con il sorriso

    A differenza di quello che avviene altrove, riteniamo che il buon clima in classe sia una condizione necessaria all’apprendimento. Far crescere una pianta nella sabbia e fra i sassi non è la migliore soluzione. Allo stesso modo non è pensabile chiedere di imparare e crescere in un ambiente che crea ansia, frustrazione e risentimento.

    Comprendere le difficoltà degli studenti

    É più importante avere una nutrita lista di argomenti svolti oppure una classe di studenti soddisfatti che hanno acquisito delle competenze utili nelle materie di riferimento? Dobbiamo calibrare la didattica in base alle necessità ed usare le verifiche per capire se le lezioni hanno funzionato, non per punire gli studenti.

    Differenti persone? Differenti attenzioni!

    Come si sente uno studente che non riesce a raggiungere i risultati di altri, pur studiando la materia in cui ha difficoltà? Sicuramente l’effetto sulla sua autostima e sul futuro impegno scolastico sarà negativo. Per evitare questo circolo vizioso, abbiamo sviluppato un approccio didattico attivo ed inclusivo

     

    Didattica a distanza nei momenti di difficoltà personale

    Se ci sono momenti in cui non è possibile frequentare le lezioni, è possibile usufruire della didattica a distanza.

    Nel caso di piccoli infortuni oppure in periodi di criticità personale, non è necessario rinunciare alle lezioni.

    Tutte le ore possono essere trasmesse in streaming in diretta, come se lo studente fosse in classe.

     

     

    chiamaci per maggiori informazioni, abbiamo posti limitati in classe.

    Possiamo accettare un massimo di 15 studenti per classe, per garantire a ciascuno di essere seguito nel migliore dei modi. Invitiamo pertanto a contattarci per verificare la disponibilità nella classe di interesse.

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