Strategie di didattica inclusiva

Negli ultimi dieci anni gli studenti con difficoltà nel processo di apprendimento ha ricevuto maggiori attenzioni.

Stiamo parlando dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, dei Bisogni Educativi Speciali e del Deficit di Attenzione o Iperattività. In Italia, per esempio, la percentuale di studenti a cui viene diagnosticato un DSA è in aumento. 

La normativa scolastica italiana riconosce a questi studenti alcuni strumenti compensativi, dispensativi e/o piani di studio personalizzati. Tali accorgimenti variano in base al tipo di difficoltà riscontrata.

In generale è possibile affermare che possono migliorare il percorso di formazione. Lo scopo è aiutare questi ragazzi nel raggiungimento degli obiettivi scolastici, che restano uguali a tutti gli altri studenti.

Talvolta però le indicazioni delle norme vengono disattese.

I motivi sono molti: innanzitutto le classi affollate. Non è possibile seguire con cura ogni studente se il loro numero è eccessivo. Spesso nelle scuole il metodo è uguale per tutti, che coincide con la classica lezione frontale, verifica scritta ed orale. Non c’è la possibilità di variare il tipo di lezione o mutare le prove per valorizzare le capacità di tutti.

A ciò si aggiunge l’impostazione di alcuni insegnanti che considerano ancora tutti coloro che non arrivano ai risultati attesi come studenti svogliati.

Ciò rende frustrante la frequenza scolastica.

Talvolta le difficoltà si scontrano contro alcuni muri difficili da abbattere e lo studio diviene fonte di malessere.

Quale strategia adottiamo al Centro Studi Michelangelo?

Innanzitutto è doveroso chiarire che stiamo parlando di difficoltà nel processo di apprendimento differenti fra loro. Per cui non è possibile fare di tutta l’erba un fascio. Ecco perché il primo punto della nostra strategia didattica è l’attenzione alla persona. Questo significa valorizzare i punti di forza e supportare dove lo studente ha difficoltà. 

Per esempio, un valido aiuto per coloro che hanno difficoltà con la memoria, è l’uso di mappe concettuali durante le prove di verifica. In questo modo lo studente può concentrarsi sulla performance anziché sprecare energie nel cercare di ricordare nozioni di base.

Un altro esempio di successo riguarda i nostri studenti che hanno difficoltà nella scrittura. Per loro privilegiamo le prove orali. Inoltre calibriamo tutte le verifiche con i dovuti strumenti (compreso l’uso del pc per la videoscrittura in classe, l’aggiunta di tempo o la diminuzione dei quesiti).

Questi accorgimenti sembrano scontati. Eppure molti genitori che iscrivono i loro figli da noi ci raccontano che nelle precedenti scuole non venivano rispettati. I risultati di questa attenzione sono sempre incoraggianti: i ragazzi affrontano la scuola con maggiore serenità. Maggiori informazioni sui principi che guidano il nostro metodo possono essere trovati sulla pagina scuola amica.

Didattica inclusiva significa anche formazione di pari livello.

Il nostro punto fermo è che questi studenti debbano essere inclusi nell’ordinario processo educativo e formativo. Infatti, a loro non manca niente. A sostegno di questa prospettiva ricordiamo che la diagnosi di DSA viene effettuata solo se l’intelligenza è nella norma.

Vogliamo ripeterlo: si tratta di ragazzi normalissimi, che hanno difficoltà in aree specifiche dell’apprendimento o difficoltà comportamentali. 

Perché secondo qualcuno dovrebbero essere privati dell’opportunità di raggiungere gli stessi livelli degli altri?

Per cui gli strumenti compensativi e dispensativi sono un supporto fondamentale per una didattica inclusiva. Accorgimenti che ci aiutano a far raggiungere risultati di rilievo a tutti coloro che si impegnano nello studio.

Una procedura a garanzia del rispetto della didattica inclusiva.

Il coordinatore didattico informa i docenti e garantisce le procedure previste. Per esempio l’uso della calcolatrice per coloro che hanno la discalculia, oppure maggiore tempo nelle prove.

Altrettanto significativa è la possibilità di fruire di contenuti digitali per lo studio a casa. Come le nostre dispense online.

Altra considerazione importante riguarda l’attenzione in classe. La presenza attiva alle lezioni garantisce un apprendimento migliore, per questo la scuola deve favorire la maggiore partecipazione possibile. Ma la capacità di prestare attenzione ad una lezione non è uguale per tutti. Diviene quindi indispensabile adattare alle esigenze dei ragazzi l’attività formativa: questo significa lavorare intensamente ma fare piccole pause con molta frequenza. Oppure variare il tipo di lavoro in classe: lezione frontale, esercitazioni collettive, gruppi di lavoro cooperativo, ecc.

Ma il nostro impegno non si esaurisce qui: tutti gli studenti devono potersi esprimere al meglio secondo le loro possibilità. Per questo motivo i docenti cercheranno di valorizzare le capacità di ciascuno studente proponendo esercitazioni e prove di verifica di vari tipi. Per esempio: prove scritte con schemi e riassunti, prove orali, esercitazioni in gruppo, esercitazioni con supporti tecnologici.

Alcuni link utili

  • Sezione DSA del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca 
  • Sezione BES del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca